..a metà strada

tutto passa, tutto si trasforma...nulla e' per sempre!©
mercoledì, 27 dicembre 2006

27.12.06

...ecco la canzone che mi rappresenta meglio ora!
potrei mettermi in mezzo alla strada e urlarla: vivo di ogni piccolo istante con una gioia nel cuore immensa....e allora? allora:

Io canto

La nebbia che si posa la mattina
Le pietre di un sentiero di collina
Il falco che s'innalzerà
Il primo raggio che verrà
La neve che si scioglierà correndo al mare.
L'impronta di una testa sul cuscino
I passi lenti e incerti di un bambino
Lo sguardo di serenità
La mano che si tenderà
La gioia di chi aspetterà
Per questo e quello che verrà

Io canto
Le mani in tasca canto
La voce in festa canto
La banda in testa canto
Corro nel vento e canto
 La vita intera canto
La primavera canto
La mia preghiera canto
Per chi mi ascolterà
Voglio cantare sempre cantare

L'odore del caffè nella cucina
La casa tutta piena di mattina
E l'ascensore che non va
L'amore per la mia città
La gente che sorriderà lungo la strada
I rami che si intrecciano nel cielo
Un vecchio che cammina tutto solo
L'estate che poi passerà
Il grano che maturerà
La mano che lo coglierà
Per questo e quello che sarà

Io canto
Le mani in tasca canto
La voce in festa canto
La banda in testa canto
Corro nel vento e canto
La vita intera canto
La primavera canto
La mia preghiera canto
Per chi mi ascolterà
Voglio cantare sempre cantare
Io canto
Le mani in tasca canto
La voce in festa canto
La banda in testa canto
Corro nel vento e canto
La vita intera canto

Riccardo Cocciante

M.Luberti - R. Cocciante

(1979)

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sabato, 23 dicembre 2006

23.12.06

il cambiamento è avvenuto e ora so godere di un momento di feste collettive con il distacco di chi comprende che lo spirito di natale che è stato inventato è solo un pretesto. oramai buona parte delle persone si trova coinvolta in questo processo di commercializzazione per non sentirsi esclusi. lo spirito vero per me si è trasformato in un impegno di tutti i giorni...ma per me stessa. l'anno scorso ho passato il natale per la prima volta distante dai miei.
sono andata a roma...distante dall'ipocrisia e dal dolore che un diverbio aveva scatenato ad una decina di giorni dal giorno fatidico. per non morire dal dolore che mi è stato sbattuto in faccia, sono fuggita...mi sono allontanata. ora quel ricordo riaffiora a pelo d'acqua e una piccola pungente fitta mi fa ricordare quella cicatrice.  quest'anno sarà diverso: lo era già un anno fa. ho imparato che se non volevo soccombere dovevo curarmi con il distacco e la comprensione. ho capito che le emozioni e i sentimenti quelli veri e autentici li scopri nei momenti meno prevedibili.

ho provato una tenera e profonda commozione quando mi è stato riconosciuto un mio valore... ed era solo una parola di conferma su un lavoro fatto: nulla di che...ma tanto è bastato. era quello che mi sarebbe bastato in tanti anni sentirmi dire da mio padre...

ma mio padre un anno fa ha fatto di più: mi ha sorpreso definitivamente....mi ha chiesto scusa....ci siamo messi a piangere.....io gli ho detto che gli voglio bene....forse questo era il vero regalo di natale di un anno fa...scoprire che anche gli uomini più duri hanno nascosta in una piega del cuore un po' di tenerezza... che ora so riconoscere in molti uomini che incontro....

vi auguro di poter godere dell'armonia del tutto e della gioia della consapevolezza del divenire.....

sorriso ^_^

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sabato, 16 dicembre 2006

16.12.06

Se la realtà è virtuale, potrebbero esserlo anche i ricordi. L’utilizzo di ambienti 3D interattivi aiuta infatti a sviluppare la memoria, ma in alcuni casi la alimenta in maniera ipertrofica. E’ quanto emerge da un esperimento condotto dalla università di Washington, che ha cercato di confrontare diverse tipologie di apprendimento: la prima condotta attraverso una realtà virtuale e la seconda tramite istruzioni impartite per via di testi e immagini statiche. Alla fine del test – in cui i partecipanti dovevano imparare come usare una macchina fotografica – le persone sottoposte all’esperienza virtuale ricordavano meglio le funzioni del dispositivo, ma al contempo mostravano un maggior numero di falsi positivi: ovvero credevano che la fotocamera facesse più cose di quelle per cui era effettivamente predisposta.

Per dirla con le parole della ricercatrice Ann Schlosser: «L’interazione con un oggetto virtuale, sebbene migliori l’associazione di ricordi, può condurre alla creazione di reminiscenze internamente generate che si pongono come memorie». Insomma, la realtà virtuale indurrebbe il cervello a rammentarsi di cose non reali. «I benefici di un apprendimento attraverso la realtà virtuale possono avere un costo», continua la Schlosser, poiché la facilità con cui questo genera immagini mentali crea confusione nelle persone, rendendo difficile distinguere ciò che è stato percepito da ciò che è stato inventato.

Certo è ancora prematuro preoccuparsi – occorrono altri esperimenti e ricerche – così come paventare un futuro alla Matrix in cui i nostri ricordi siano completamente adulterati da una realtà fittizia. E tuttavia lo scenario aperto dalla Schlosser merita di essere approfondito, visto l’ampio spettro di applicazioni delle esperienze virtuali, dai giochi utilizzati per reclutare e addestrare soldati alla frontiera mobile rappresentata da Second Life, il mondo 3D in cui «rifarsi» una vita con un proprio avatar.


Forse che un giorno gli utenti di questi ambienti si ricorderanno di persone,
azioni e conversazioni mai avvenute?
La ricerca del tempo perduto rischia di essere, in futuro,
più complicata che mai.

Fonte: Corriere della Sera
http://www.corriere.it/

http://www.opsonline.it/

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